- Hai visto lo zaino?
- Quello verde?
- Sì. Non lo trovo mai. Secondo me è colpa del colore. Il verde si mimetizza, è un po’ old school.
- Beh, se fossimo in Vietnam e cercassimo di nasconderci da…
- Eccolo!
- A che ti serve?
- E’ il primo settembre, inizia l’anno! Sai che ho sempre diviso gli anni in modalità scolastica, no? E a scuola inizia tutto con uno zaino. E un diario, ovviamente.
- No.
- Cosa no? Dai, ti ho già parlato di Giugno che chiude tutto, dell’Estate che è una cosa a sé, e poi di Settembre che è l’inizio. Senti, io l’anno lo divido così, ma che vuoi?
- Sì, questo l’ho capito, anzi, lo so. Mi riferivo alla data. Oggi non è il primo Settembre.
- Ma che dici? Certo che lo è.
- Hai visto un calendario o controllato su un giornale, internet et similia?
- No, ma ieri era il 31 per cui oggi inizia Settembre.
- Stai insistendo su un punto sbagliato.
- Senti, questa conversazione è surreale. Prendo lo zaino e…
- Tieni.
- La Repubblica?
- Sì, guarda in alto a destra.
- Ancora con questa stor…
- Ci credi adesso?
- “32 Agosto 2010″.
- Eh sì.
- Ma…
- Ora puoi posare lo zaino e lasciare che si mimetizzi tra le foglie vietnamite.
- E’ uno scherzo? Dimmi che è uno scherzo.
- E cosa pensi che abbia fatto? Che abbia photoshoppato e stampato una copia di un quotidiano apposta per prenderti in giro?
- Ma il 32 non esiste!
- Girava questa voce, vero?
- Una voce? Secoli di mesi con 31, 30, 29 o al massimo 28 giorni, avrebbero fatto credere a chiunque che il 32esimo non esiste!
- E invece eccolo qua.
- E cosa ci faccio con questo zaino?
- Immagino ti sarà utile, prima o poi. Semplicemente non oggi.
- E’ che mi ero preparato. Il primo Settembre arriva in fretta e se non sei pronto l’anno inizia senza di te.
- Stai per dirmi la solita solfa, vero? Quella del “nessuno vuole arrivare dopo, a film già iniziato, a metà del discorso”, bla bla bla. Senti, non è il primo Settembre, dov’è la tragedia?
- Mhm… ok. 24 ore effettivamente passano in fretta, un giorno in più non cambierà le cose.
- Le cambierà invece.
- Ah.
- Un po’ lo sospettavi, dì la verità.
- Credo di averlo capito subito, anche se è una cosa che so da neanche un minuto.
- Fa parte di quelle verità che coviamo e non verbalizziamo. Siamo galline che nascondono le uova. Chissà perchè poi.
- E che faccio nel frattempo? Che si fa il 32 di Agosto?
- Usalo! Usa questo giorno che non c’era e guida un po’, saluta gente, butta un po’ di scatoloni, fatti una sega, scatta una foto… davvero te lo devo dire io cosa fare?
- Forse dovrei uscire, vedere com’è camminare in un giorno che finora non è mai esistito.
- E allora fallo, esci.
- Vieni con me!
- No, grazie. So già com’è.
- Se non è mai esistito come fai a saperlo?
- Diciamo che nel mio caso non era il 32, ma ho già vissuto questo giorno.
- E il tuo com’è stato?
- Il mio mi ha mangiato vivo. Ho provato a camminare fuori, ma il sole di mezzogiorno picchia allo stesso modo e gli ausiliari del traffico non smettono di fare multe.
E’ tutto esattamente uguale, sei tu che non lo sei. Per cui ora alzati, fai quello che devi fare, sporcati pure le mani e la bocca di banalità, e poi vai a dormire.
- Sì, ma non è che poi mi sveglio e tu mi passi un giornale datato 33 Agosto, vero?!
- No, no! Tranquillo. Dopo il 32 lo spettacolo finisce.
- Almeno questo.
- Già.
- Ok. Allora io forse esco. Sarà come dici tu, ma io il sole di mezzogiorno del 32 ho voglia di vederlo lo stesso.
- Fai bene. Esci.
- Grazie.
- E di che?
- Non so esattamente di cosa, ma improvvisamente ho voglia di ringraziarti.
- Non ringraziarmi. Quando torni non mi troverai. Ti sembrerà strano e mi odierai per un po’, ma fa parte del bello e dello schifo di tutto questo. Del 32 e di queste minchiate di metafore che usiamo per uscirne vivi: io che sono una figura X a metà tra te, 1/4 di lui e qualcosa che eri un tempo; tu che sei l’ingenuo alter ego di chi scrive; il Vietnam che sembra un riferimento bellico ma che è soprattutto un paese scritto a caso, e via dicendo. Insomma, tutte cose ovvie che fanno parte di questo oliatissimo meccanismo mi(ti)dicononmi(ti)dico. E’ tutto sgamatissimo, ma se è utile a chi di tutti questi pensieri non sa che farne, lasciamo che sia.
Tu ora esci, chiuditi la porta alle spalle e pensa al sole di mezzogiorno. Durante la tua passeggiata il 32 farà il suo lavoro. Tornerai e tanti piccoli pezzettini di te, compreso me, imploderanno come cellule da laboratorio, e finiremo altrove, in un posto imprecisato che non ci è dato sapere. Poi, quando tu non avrai più voglia di cercare le differenze tra le ombre dei marciapiedi e non piagnucolerai più, questo giorno sarà passato. A quel punto prendi lo zaino, metafore nuove che non prevedano calendari, e regalami un piccolo pensiero. Anche un vaffanculo.
- Sarà il primo Settembre. Vero?
- Sì, e ora vai. E’ mezzogiorno in punto.


8 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
2 settembre 2010 a 11:02
Carlo
Il mio è un settembre
che da luglio si vuol mascherare
ma non trova una parrucca
color del mare.
Così. Versi sciolti a buffo.
(………….hai ancora il numero di quell’analista?)
2 settembre 2010 a 19:59
unoacaso
avrei voluto viverlo quel 32, più volte, perché l’1 settembre è arrivato come sempre di nascosto, all’improvviso, e prevaricando ogni spazio e pensiero ha imposto di guardare avanti, guardarsi intorno e capire che si sarebbe dovuta segnare un’altra tacchetta, l’ennesima e forse inutile
2 settembre 2010 a 23:33
Pò
Leggo e mi sembra di conoscerlo già questo racconto.
Mi sembra di ricordarne stralci, e forse una parte era lì in riva.
Tu schiena in acqua, io schiena al sole.
W la smemo.
<3 u
7 settembre 2010 a 09:26
fetiz
Ogni volta che vado a trovare i miei al paesello, un pò per noia, un pò per essere cancro, mi soffermo a leggere i vecchi diari scolastici del liceo. Il pensiero successivo è sempre lo stesso: tutto era più facile quando avevi i brufoli e 16 anni! Allora avrei tolto dei giorni affinchè il 1 settembre arrivasse il più presto possibile. Ora non so. Credo aspetterei un pò di più.
<3
7 settembre 2010 a 16:43
fetiz
9 settembre 2010 a 23:19
puffolo
Ho sempre vissuto la stessa sensazione della divisione dell’anno e ancora la sento molto forte dentro.
L’anno, le novità, la carica si rigenerano tutte il 1 settembre… quel giorno in cui ti lasci un’estate bella dietro.
Ma esattamente cosa non torna? cosa succederà dal primo settembre in poi?
Esattamente il 40% delle cose che sono successe tutti gli anni prima… il 60% sono in parte nuove ed elettrizzanti, altre volte da cancellare.
Ma la cosa che mi piace di più è che quel 40% non sarà mai identico a quello di prima ed è da li che vedi il confronto con quello che hai trattenuto degli anni passati. La scuola non è mai finita in fondo… ci andiamo ogni anno, solo che gli esami non li fai alla fine dell’anno, ma durante tutto il percorso. Quindi, se quel 40% ti piace nel modo in cui lo ri-affronti, preparati per la prossima estate e goditela di più!
Mi hai aperto un bel mondo con questo racconto. Grazie G.
9 settembre 2010 a 23:20
puffolo
Dimenticavo… riprendi lo zaino e mettici tutte le cose che ti servono dal primo settembre… e poi il verde ti dona! :)
30 settembre 2010 a 01:22
unoacaso
ho messo il tuo blog tra i prifiriti e ora non posti più!!!???!!!???!!???